Il Milan non aveva granchè da perdere in questo derby. Certo, le prospettive erano leggermente ridimensionate alla luce dei risultati del pomeriggio. Ma al secondo posto stava alle 20.44 e al secondo posto è rimasto alle 22.35.
Il problema non era nemmeno dell'Inter che sin dall'addio di Gasperini e alle sciagurate esibizioni di mezzo con Ranieri, ha sempre guardato al terzo posto.
![]() |
| Stando al regolamento l'Inter doveva essere in vantaggio già dopo pochi minuti |
Il vero, grosso, impaccio dopo lo 0-1 del Meazza, è della Juventus.Perchè ora, a sei punti non si ritrova un Palermo o un Genoa o una (pur attrezzatissima) Roma.
A sei punti c'è una squadra temibile. Una squadra di vertice.
Se avesse vinto il Milan la Juve sarebbe stata seconda a due punti, ma l'avversario era pur sempre uno anche se bello grosso. Ma all'orizzonte, pronto e in agguato per approfittare dei SICURI passi falsi che faranno da qui ad aprile i bianconeri c'è l'Inter. Quindi due avversari pericolosi, anzichè uno.
Di sicuro una pressione, quella della granitica compagine di Ranieri, che al momento è più psicologica che materiale. Ma la traformazione parole-fatti è distante tre punti, quelli che l'inter potrebbe recuperare in caso di una sconfitta dei bianconeri. Ovvio, ci sono altre squadre in corsa. E l'Inter potrebbe sbagliare qualcosa. Ma letta così, la classifica è densa di significati.
E nel calcio, sappiamo bene, che il fiato sul collo in classifica è molto più temuto del fiato sul collo di un avversario sul terreno di gioco.
Ieri sera hanno vinto le scelte tattiche e la coesione dell'Inter. Al di la di quanto va blaterando il povero Arrigo Sacchi, secondo il quale l'Inter non avrebbe giocato perchè preoccupata a distruggere le costruzioni rossonere. Vero, verissimo, ma per distruggere bisogna anche essere uniti. Perchè non c'è pressing più inutile e sfiancante di un pressing male organizzato. Quello dell'Inter era un pressing mirato ad aggredire tutto l'aggredibile dalla metà campo in giù, grazie ad una distanza ridottissima tra i reparti che costringeva gli attaccanti del Milan ad allargarsi per cercare varchi, ed allargandosi la distanza della porta aumentava e con essa la sicurezza per la porta di J. Cesar.
Come detto in precedenza su questo blog, andare ad allenare una squadra in corsa è quanto di peggio possa accadere ad un allenatore.
Ma la disciplina e l'accortezza tattica, seppur costruite su calciatori ingaggiati per altre esigenze, alla lunga pagano.
INTER 4-4-2
J.Cesar 6, Nagatomo 6, Samuel 7.5, Lucio 7, Maicon 6, Zanetti 7,5, Cambiasso 8, T.Motta 6,5, Alvarez 6 , Milito 7, Pazzini 6 (plus Chivu, Forlan e Snejder sv)

Nessun commento:
Posta un commento